Quanto inquina il colosso Amazon?

Quasi una persona su tre sul pianeta ora compra prodotti online. I dati però rivelano informazioni sconcertanti: il nuovo report di Oceana.org, basato sulle informazioni del 2019, ha rilevato che la stima dei rifiuti di imballaggi in plastica di Amazon, sotto forma di cuscini d’aria, potrebbe avvolgere la Terra più di 500 volte.

Può sembrare un dato esorbitante ma se facciamo attenzione al volume di affari del commercio online potremmo rimanere sorpresi: le recenti stime quantificano in 3,53 trilioni di dollari il ricavo del settore nel 2019, e vedendo come è stato il 2020, con la diffusione del Covid-19, possiamo solo prevedere che le vendite digitali dovrebbero più che raddoppiare, con un fatturato di $ 6,54 trilioni nel 2022. 

Quale può essere il problema derivante dalla crescita esponenziale di questo mercato? La plastica.

Sono infatti più di 200 i milioni di chili di rifiuti di imballaggi in materiale plastico coinvolti nelle spedizioni dell’azienda di e-commerce. Sette miliardi invece i pacchi consegnati compresi di cuscini d’aria, pluriball e altri articoli per il packaging. 

Ma di questi 200 milioni di chili di imballaggi, quanti finiscono per inquinare i nostri mari e i nostri fiumi? Secondo un recente articolo di Science, si stima che fino a 10 milioni di chili di questi rifiuti siano entrati negli ecosistemi di acqua dolce e marina del mondo, una quantità che equivale a scaricare negli oceani il carico di plastica di un furgone ogni 70 minuti.

 

Quanti danni fa la plastica nei nostri oceani?

La plastica è una delle principali fonti di inquinamento e sta devastando gli oceani del mondo. Studi recenti hanno stimato che il 90% di tutti gli uccelli marini e più della metà di tutte le tartarughe marine – il 52% – hanno ingerito plastica. Le tartarughe marine e altri animali oceanici scambiano il tipo di plastica usata da Amazon come cibo, il che alla fine può rivelarsi fatale.

Secondo un altro recente studio di Oceana.org, l’ottantotto percento degli animali che hanno ingerito o sono rimasti impigliati nella plastica erano specie elencate come in via di estinzione o minacciate di estinzione ai sensi dell’Endangered Species Act. Rapporti scientifici hanno stimato che solo il 9% di tutta la plastica mai prodotta è stata riciclata e il 91% è finito in discarica, incenerito o nell’ambiente, inclusi gli oceani. La crisi dell’inquinamento da plastica in rapida crescita deve essere risolta dai principali inquinatori della plastica, come Amazon, che devono intraprendere vere e severe misure per ridurre la plastica, piuttosto che fare affermazioni vuote sul riciclaggio. 

 

 

Cosa può fare una azienda come Amazon?

Sicuramente adottare soluzioni immediate per ridurre l’uso della plastica e supportare i governi a promulgare in modo significativo misure di riduzione piuttosto che parlare semplicemente di riciclaggio. Esistono ampie prove che dimostrano che proprio il riciclaggio, specialmente nel caso del film plastico (ampiamente usato), non sta procedendo a ritmi significativi e non aiuterà a ridurre l’impatto dell’inquinamento marino da plastica.

Il recente impegno di Amazon a ridurre la sua impronta climatica è lodevole ma dovrebbe allo stesso modo, impegnarsi per ridurre la sua impronta plastica. Grazie alla sua comprovata capacità di innovare, Amazon ha già dimostrato di poter creare imballaggi privi di plastica che aiutano a raggiungere entrambi gli obiettivi, come ha fatto ad esempio in India, offrendo alternative prive di plastica. 

Un ulteriore spunto potrebbe arrivare dalle nuove innovazioni tecnologiche: un investimento per sostenere lo sviluppo di nuovi sistemi che tengono puliti i nostri fiumi potrebbe offrire ad Amazon l’opportunità di recuperare il tempo perduto, ripescando tutta quella plastica che sta per soffocare i nostri mari.

 

River Cleaning

Una soluzione rapida ed innovativa: un sistema che cattura, preservando l’ecosistema e le specie viventi, tutto il materiale plastico presente sulla superficie dei nostri fiumi. Sappiamo infatti che l’80% della plastica degli oceani proviene dai fiumi, ed è lì che è più facile ed efficace andare ad agire.  

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 Scarica il rapporto di Oceana.org.

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Borrelle SB, Ringma J, Law KL et.al. (2020) Predicted growth in plastic waste exceeds efforts to mitigate plastic pollution. Science 369 (2020), 1515–8. DOI: 10.1126/science.aba3656

 

Photo: Erik De Castro, REUTERS

Fonte: Oceana.org

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