Tecnologia contro le microplastiche

Le microplastiche sono, purtroppo, già presenti in grandi quantità nell’ambiente terrestre e marino e servono politiche e sistemi per arginare ora e bonificare poi gli ecosistemi. In nostro soccorso ci sono tecnologie in continua evoluzione per risolvere questo problema.

L’inquinamento plastico dell’ambiente acquatico è da prendere in seria considerazione per le ripercussioni sull’ambiente e sugli esseri umani. Il significativo e continuo aumento della produzione di plastica provoca un’enorme quantità di rifiuti plastici sulla terraferma che entrano nell’ambiente acquatico (leggi qui).

Una grande minaccia è rappresentata dalle microplastiche: frammenti di plastica inferiori ai 5mm che entrano nella catena alimentare come contaminanti non degradabili e accumulabili nei tessuti degli animali (leggi qui).

Esistono diverse tecnologie per filtrare l’acqua per rimuovere le particelle di plastica e altre sostanze. Nel corso del tempo sono stati sviluppati diversi tipi di filtri come

  • Filtri a carbone attivo granulare in grado di filtrare i contaminanti fino a 5 micrometri.

  • Filtri a blocco di carbonio che possono filtrare contaminanti fino a 0,5 micron, o micrometri.

  • Filtri a osmosi inversa con la capacità di filtrare particelle piccole come 0,001 micron, i filtri ad osmosi inversa sono i più efficaci per la rimozione delle microplastiche anche se più complessi e costosi.

Queste tecnologie sono utilizzate, spesso in sinergia, anche negli impianti di trattamento delle acque reflue, dato che sono indicati come la principale fonte di microplastica nei corsi d’acqua. L’applicazione di tecnologie avanzate per il trattamento delle acque reflue è obbligatoria per evitare la contaminazione degli effluenti da parte della plastica.

Secondo un recente studio[1], una soluzione concreta può essere rappresentata dalle tecnologie che prevedono una membrana selettiva filtrante come ulteriore step di trattamento degli effluenti nei sistemi integrati per il trattamento delle acque reflue, in particolare per le particelle di plastica di dimensioni più piccole (< 100 nm).

Inoltre lo studio evidenzia la mancanza di una più dettagliata ed uniforme caratterizzazione chimico-fisica della plastica. Questa conoscenza è obbligatoria per selezionare metodologie appropriate che garantiscano una più efficiente rimozione della plastica dagli effluenti.

Anche River Cleaning si pone come una tecnologia all’avanguardia per fermare a questa forma di inquinamento: la continua ricerca e lo sviluppo di sistemi sempre più performanti è il fulcro dell’innovazione di questo ambizioso progetto.

Ma la tecnologia da sola non basta: per ridurre l’immissione in natura, e in particolare nei corsi d’acqua della plastica, è necessaria la consapevolezza e la collaborazione di tutti. Evitare i prodotti in plastica monouso e implementare il riciclo e il riutilizzo, sono ottimi modi per ridurre la formazione e l’ingresso di microplastiche nelle acque.

Le azioni costruttive per la riduzione dell’inquinamento da microplastica che possono agire in sinergia sono l’attuazione di una politica di sensibilizzazione all’inquinamento ambientale che porti ad una riduzione dell’uso di materiali plastici monouso e la progettazione di processi operativi e di produzione basati sull’uso di materiali biodegradabili per prevenire l’accumulo nell’ambiente.

1 Membrane Processes for Microplastic Removal; Teresa Poerio, Emma Piacentini, Rosalinda Mazzei. Molecules. 2019 Nov; 24(22): 4148 DOI: 10.3390/molecules24224148

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