Plastica e olii: due facce della stessa medaglia

River Cleaning si pone come progetto all’avanguardia per la raccolta di rifiuti galleggianti lungo i corsi d’acqua; non solo fisici, ma anche liquidi.

Finora abbiamo parlato dei problemi legati alla plastica, in particolare dello scorretto smaltimento di questa. River Cleaning si pone a riguardo come un progetto all’avanguardia dall’alto valore tecnologico e soprattutto ecologico, in piena ottica green-economy.

Tra le varie tematiche affrontate, abbiamo anche toccato il problema della sua produzione dalla materia prima da cui viene prodotta: il petrolio. Come abbiamo visto qui, la produzione di materie plastiche utilizza circa l’8% di questa materia prima con un notevole impatto ecologico in fase di produzione.

L’estrazione, il trasporto e l’utilizzo del petrolio (e dei suoi derivati) ha ripercussioni sull’ambiente che possono essere aggravate maggiormente in caso di perdite, fuoriuscite o sversamenti accidentali o addirittura dolosi.

Nel corso degli anni, si sono verificati casi molto gravi di perdite petrolifere nell’ambiente, come lo sversamento di petrolio della BP Deepwater Horizon del 2010, nel Golfo del Messico, che ha generato danni ambientali quantificati per più di 17 miliardi di dollari[1].

In una recente ricerca[2], basata sull’analisi di più di 2.500 singoli pesci rappresentanti 91 specie abitanti 359 località del Golfo del Messico, a seguito dello sversamento BP del 2010, gli scienziati hanno trovato prove dell’esposizione al petrolio in tutte, comprese specie tipiche del pescato come i tonni.

I danni ambientali ed economici derivati dalle perdite di olii e sostanze inquinanti, sono ingenti e ricadono sulle spalle di tutti: dai cittadini alle istituzioni, dall’ambiente agli organismi tutti.

È quindi necessario agire tempestivamente in caso di incidente e soprattutto instaurando dei protocolli preventivi contro queste pericolose contaminazioni con sistemi all’avanguardia che permettano di arginare la perdita e tutelare l’ambiente e la salute.

Proprio per questo tipo di rischi ambientali, River Cleaning, con la sua esperienza nella progettazione di sistemi all’avanguardia nella raccolta di rifiuti galleggianti, ha sviluppato e brevettato un innovativo sistema per la raccolta di sostanze oleose lungo i corsi d’acqua: il Sistema River Oil.

Il Sistema River Oil prevede una serie di dispositivi galleggianti e autonomi in grado di intercettare inquinanti a pelo d’acqua e di filtrarli separandoli dall’acqua stessa. Questo sistema prevede gli stessi vantaggi di River Cleaning e addirittura si propone come integrazione della diga mobile già promossa.

Prevenire danni ulteriori, a un ambiente e territorio già pesantemente deteriorati dalle attività umane non regolamentate, è per noi importante e fondamentale.

 

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[1] Richard C. Bishop, Kevin J. Boyle, Richard T. Carson, David Chapman, W. Michael Hanemann, Barbara Kanninen, Raymond J. Kopp, Jon A. Krosnick, John List, Norman Meade, Robert Paterson, Stanley Presser, V. Kerry Smith, Roger Tourangeau, Michael Welsh, Jeffrey M. Wooldridge, Matthew DeBell, Colleen Donovan, Matthew Konopka, Nora Scherer. Putting a value on injuries to natural assets: The BP oil spill. Science, 2017; 356 (6335): 253 DOI: 10.1126/science.aam8124

[2] Deepwater Horizon Oil Spill Data Managed by USF Libraries

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