Plastica indigesta e veicolo di batteri

La plastica che inquina i mari è una importante causa di morte tra gli animali che la mangiano attirati dall’odore. I frammenti plastici diventano inoltre casa e veicolo di una moltitudine di colonie batteriche, alcune potenzialmente pericolose per la salute.

Le dimensioni contano

Quanto deve essere grande un pezzo di plastica perché possa essere ingerito da un animale? In un recente studio, dei ricercatori hanno esaminato il contenuto dell’intestino di oltre 2.000 animali, di specie differenti, per studiare le dimensioni di un oggetto di plastica che un animale può mangiare in base alla lunghezza del suo corpo.[1]

È stato stimato che il più grande pezzo di plastica che può mangiare un animale è pari a circa il 5% (un ventesimo) della dimensione dell’animale.

Ne emerge che purtroppo nessun animale è al sicuro da questa minaccia dato che le plastiche che si riversano nei mari hanno una grande varietà di forme e dimensioni.

Odore di cibo…spazzatura

Tra gli animali più a rischio di mangiare della plastica, ci sono sicuramente le tartarughe marine. Perché? L’odore della plastica, soprattutto quella utilizzata come imballaggio, è per loro un richiamo irresistibile, dato che la scambiano per cibo.[2]

I turisti e vacanzieri, balneari e non, si ricordino di smaltire i rifiuti correttamente per non contribuire con questa triste conta.

Colonie pericolose

Ma la plastica non è solo una minaccia per gli animali affamati. È stimato che negli oceani ci siano almeno 5 trilioni di pezzi di plastica. Abbiamo già visto (leggi qui) che nel corso del tempo le plastiche scartate si degradano in piccole particelle (microplastiche) lunghe meno di 5 mm.

Un nuovo studio ci mostra ora che le comunità microbiche marine riescono a colonizzare queste microplastiche.[3] Le microplastiche a questo punto possono diventare veicolo per organismi tossici e patogeni: vengono trascinate dalle coste agli oceani aperti (e viceversa) attraverso le correnti (leggi qui), per poi venire inghiottite dagli animali o affondare e contaminare i fondali marini.

 

 

Tutte queste motivazioni ci spingono a trovare soluzioni tempestive per il problema attuale della plastica nei mari. Consapevoli che oltre l’80% delle plastiche negli oceani viene immessa dai fiumi, River Cleaning è un progetto pronto per essere realizzato e installato per fermare questa onda di morte.

[1] Ifan B. Jâms, Fredric M. Windsor, Thomas Poudevigne-Durance, Steve J. Ormerod, Isabelle Durance. Estimating the size distribution of plastics ingested by animals. Nature Communications, 2020; 11 (1) DOI: 10.1038/s41467-020-15406-6

[2] Joseph B. Pfaller, Kayla M. Goforth, Michael A. Gil, Matthew S. Savoca, Kenneth J. Lohmann. Odors from marine plastic debris elicit foraging behavior in sea turtles. Current Biology, 2020; 30 (5): R213 DOI: 10.1016/j.cub.2020.01.071

[3] Joseph Kassandra L. Dudek, Bianca N. Cruz, Beth Polidoro, Susanne Neuer. Microbial colonization of microplastics in the Caribbean Sea. Limnology and Oceanography Letters, 2020; 5 DOI: 10.1002/lol2.10141

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